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La Boutique o il Bazar di Rumore? PDF Stampa E-mail
Scritto da LADY EMME   
Giovedì 15 Marzo 2012 11:01

look_marni


"Sei sicura di voler comprare in questo bazar?"

Ecco la frase che mi ha detto mia zia (classe 1952) quando il novembre scorso le ho detto che avrei voluto comprare il mio regalo di compleanno a Parma in uno dei miei negozi preferiti: h&m.


Era sconvolta della quantità di roba presente in un solo negozio, ancora più sconvolta quando ha visto la marea di capi che mi sono portata in camerino e allo stesso tempo sollevata quando ha visto lo scontrino! Si perchè come molti di voi sapranno il bello di h&m è proprio il prezzo! Collezioni a prova di passerella a prezzi appetibilissimi in due parole fast-fashion; talmente fast da non poter più reggere le sole due collezioni primavera-estate e autunno-inverno.

Non c'è solo h&m che porta avanti questo pensiero, e non è il primo. Infatti l'idea di far uscire continuamente nuove collezioni e di produrre sul venduto è nata in Italia dalla famiglia Benetton.
Ovviamente Benetton è la prima di una lunghissima serie di marchi specializzati in fast-fashion; non si può dimenticare la catena di negozi Zara, poi Mango e Top Shop per dirne alcuni (un ecc ecc sarebbe più appropriato).

Tutti adoriamo questi brand, ma ancora di più adoriamo quando questi brand incontrano l'haute couture come fa da diverso tempo h&m che ha collaborato con Karl Lagerfeld, Stella McCartney, Jimmy Choo, Lanvin, Sonia Rykiel, Donatella Versace. Ultimo assalto ai negozi del brand svedese l'8 marzo scorso per la collezione disegnata da Consuelo Castiglioni, direttore creativo di Marni.
"Marni for h&m" ovvero, come fare una fila interminabile (il retailer svedese ha comunicato che la prima cliente è arrivata a mezzanotte in uno degli store di Milano) per vedersi segnare il proprio destino dal colore di un braccialetto. Mi spiego. Ti metti in fila, ti danno un bracciale che deciderà il tuo turno di entrata, quindi se potrai avere uno degli stupendi colletti firmati Marni (must have della stagione) oppure se, visto che sei arrivata troppo tardi, dovrai accontentarti di un capo di una taglia non tua (XL o XS) e che magari non ti piace poi così tanto ma che motivi dicendo: "Ho fatto 5 ore di fila, non posso non comprare nulla!".

Veniamo alla collezione in sé, anche se in realtà è un po' inutile visto che è tutto esaurito nel giro di poche ore. Se dico Marni dico stampe, purtroppo dico anche abiti fiorati sotto al ginocchio, scusate ma il look “Tutti insieme appassionatamente” proprio non mi garba, tuttavia se lo scopo è avvicinare le mamme (e magari anche le zie), allora i tagli classici sono un'ottima scelta.
Il mood retrò nell'uomo invece è decisamente azzeccato, se fossi un maschietto mi sarei messo in fila volentieri. Da femminuccia invece mi sarei accodata alla folla solo per gli accessori: maxi bracciali, orecchini in plastica, collane esagerate che si trasformano in colletti, accessori tutti promossi!

Morale della favola, io la fila quando faccio shopping mi rifiuto di farla. Per me una giornata dedicata allo shopping è una giornata rilassante e piacevole, come può esserlo se devo stare ore davanti a un negozio ancora chiuso e poi entrare e dovermi accaparrare con forza e determinazione i capi?
Ne parleremo ancora quando scoppieranno i saldi di luglio temo.

A giovedì prossimo!

Per "La Boutique di Rumore" Giulia Giordano


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